| Tennis for Africa devolve i fondi raccolti dalle proprie
inizative ai progetti umanitari coordinati dalla Comunità di Sant'Egidio. Sant'Egidio nasce a Roma nel 1968, all'indomani del
Concilio Vaticano II. E' una comunità ecclesiale composta da laici che scelgono
di vivere il primato del Vangelo in un rapporto privilegiato con i poveri. Ha il suo
"cuore" e punto di riferimento nella chiesa romana di Sant'Egidio da cui ha
preso il nome.
Alcuni fondamenti indirizzano il suo cammino, a partire
dalla preghiera che accompagna la vita della Comunità a Roma e nel mondo. Il servizio ai
poveri occupa un posto importante: si va dagli anziani abbandonati nelle grandi città
europee ai bambini delle bidonvilles africane, dagli immigrati ai malati di Aids, fino
agli handicappati, ai nomadi e ai senza fissa dimora, ai paesi più dimenticati come i
Sudan e la Guinea Bissau.
Sant'Egidio promuove inoltre il dialogo tra le religioni e
ha raccolto l'eredità della grande preghiera per la pace, promossa da Giovanni Paolo II
nell'86 ad Assisi.
Intenso è anche il lavoro per favorire la soluzione di
conflitti in corso in diverse parti del mondo: grazie alla sua opera di mediazione si è
raggiunto nel 1992 l'accordo che ha posto fine a 16 anni di guerra civile in Mozambico. La
Comunità conta oggi varie migliaia di membri ed è presente, oltre che in Italia, in
altri paesi europei, in America, in Africa e in Asia.Le attività di solidarietà della Comunità di
Sant'Egidio sono realizzate grazie al lavoro di volontari e sono finanziate tramite
sottoscrizioni, contributi, donazioni, sia pubblici che privati.
RASSEGNA STAMPA
«Sant'Egidio insegna il
rispetto degli altri» -
Avvenire 19.11.2004
Il presidente della Repubblica incontra la Comunità
insignita del premio Balzan che sarà devoluto alla lotta
all'Aids
Giornata da ricordare, quella di
ieri, per la Comunità di Sant'Egidio. Per essere stata
insignita del Premio Balzan «per l'umanità, la pace e la
fratellanza tra i popoli», un milione e 300 mila euro che
andranno al programma di lotta all'aids in Guinea Conakry. E per
avere ricevuto la visita del presidente della Repubblica Carlo
Azeglio Ciampi, che dopo aver consegnato all'Accademia dei
Lincei il riconoscimento al fondatore Andrea Riccardi, s'è
recato al vicino antico convento a Trastevere, da sempre sede
della Comunità.
Ciampi passeggia tra le mura
dell'edificio su Piazza Sant'Egidio. Saluta i "sant'egidini"
venuti per l'occasione dai 70 Paesi dove la Comunità è
presente. Molti sono africani. Il capo dello Stato si sofferma
con i giovani della Liberia, che s'è appena lasciata alle
spalle una guerra. Con i ragazzi della Costa d'Avorio, che dalla
guerra continua a essere piagata. Momenti intensi. Quanto il
ricordo dei bambini malati di aids visitati in Sudafrica, che
gli ritornano in mente quando gli illustrano i risultati
incredibili del programma "Dream" di lotta all'aids
promosso dalla Comunità in Mozambico, grazie al quale sono in
cura 15 mila malati tra cui tante mamme che riescono così a non
trasmettere il virus ai neonati: tra pochi giorni verrà alla
luce il millesimo, anche lui sano come un pesce.
«Apprezzo la comunità di Sant'Egidio
- dice il capo dello Stato - anche per ciò che ha fatto in
Mozambico, per l'esempio che ha dato nella lotta contro una
malattia che sta distruggendo l'Africa e minaccia l'intero
mondo. Non posso dimenticare - aggiunge visibilmente commosso -
l'enorme tristezza che ho provato durante una visita in un
reparto di malati affetti da Aids a Città del Capo, con i
piccoli malati incapaci di sorridere. Fu un'emozione che rimase
impressa a me e a mia moglie».
Ciampi esprime ammirazione per i
progetti, ma anche per il messaggio: «L'opera della comunità
di Sant'Egidio è fondamentale, voi aiutate i giovani a
comprendere l'importanza del rispetto verso gli altri,
riconoscendo agli altri gli stessi diritti che riteniamo siano
dovuti a noi e le stesse condizioni di benessere o almeno di
dignità della vita».
Quando si affaccia sulla piazza,
accompagnato dal vescovo di Terni Vincenzo Paglia, padre
spirituale della Comunità, Ciampi risponde con le mani agli
applausi: «Mantenete sempre questo spirito, che non è
questione di età ma di concezione della vita».
Nella stessa sala che tra il 1990
e il 1992 ospitò i negoziati per la pace in Mozambico, Andrea
Riccardi aveva poco prima ringraziato il presidente per le sue
parole sul Sud del Mondo: «Le terre di povertà sono spazi di
disperazione - rileva il fondatore -, ma anche di cultura
dell'odio per un mondo ricco e assente. Lei più volte ha
richiesto un maggior investimento di energie e risorse nel Sud
del mondo: è un appello che andrebbe accolto non solo nel suo
significato umanitario, ma anche nel suo valore politico, per
strappare popoli alla disperazione». Quella della Comunità
«è una visione che non si rassegna oggi alla cultura dello
scontro di civiltà e di religione, come inevitabile deriva del
nostro mondo». Perché «non ci possiamo far dettare l'agenda
dal terrore e dalla violenza rozza. Se la risposta di una
sicurezza efficiente è una necessità, il dialogo e i rapporti
umani prevengono gli scontri e alimentano la fiducia».
Gli altri premi Balzan sono andati
a Pierre Deligne per la matematica, a Nikki Ragozin Keddie per
gli studi sul mondo islamico dalla fine del XIX a oggi, a
Michael Marmot, per l'epidemiologia, a Colin Renfrew, per
l'archeologia preistorica. Negli anni scorsi il premio per la
pace è andato a Madre Teresa di Calcutta, la Croce Rossa, Papa
Giovanni XXIII.
Luca Liverani
Sito
Web della Comunità di Sant'Egidio
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